Principi di Logica Umanistica
Ci è stato chiesto: "Esiste il Dio delle religioni? Qual è lo scopo della vita?"
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R. La vita non ha altro scopo che se stessa, perché la vita è un altro nome per indicare Dio.
Ogni altra cosa, nel mondo, può avere uno scopo, può essere un mezzo per raggiungere un fine.
Ma una cosa almeno deve essere lasciata come fine di ogni cosa, senza che per questo sia un mezzo per raggiungere alcunché.
Potete definirla: "Esistenza".
Potete definirla: "Dio".
Potete definirla: "Vita".
Sono nomi diversi per indicare una sola realtà.
Dio è il nome che i teologi hanno dato alla vita, e nasconde un pericolo: può essere confutato, può essere dibattuto.
Quasi metà del mondo non crede in alcuna divinità.
E non solo i comunisti, anche i buddisti, i giainisti e migliaia di liberi pensatori che si definiscono "atei".
Il nome di Dio non è difendibile con tanta facilità, in quanto è stato dato dall'uomo e non esiste prova alcuna, né alcuna evidenza, nessun argomento a favore: rimane, più o meno, una parola vuota.
Significa qualsiasi cosa desideri.
"Esistenza" è un termine migliore.
Tutti i maggiori pensatori sono "esistenzialisti": hanno accantonato definitivamente la parola "Dio".
Per loro, l'esistenza in quanto tale, è più che sufficiente.
La vita è lo scopo di ogni cosa.
Per questo, essa non può avere altro scopo se non se stessa: lo scopo della vita è intrinseco.
Esso ha in sé lo scopo di crescere, di espandersi, di celebrare, di danzare, di amare, di gioire... questi sono tutti aspetti della vita.
Ma fino a oggi, nessuna religione ha accettato la vita quale scopo di tutti i nostri sforzi, di tutte le nostre ricerche.
Al contrario, esse hanno negato la vita per sostenere un ipotetico Dio.
Ma la vita è così reale che migliaia di anni, di sforzi di tutte le religioni, non sono riusciti a scalfirla, sebbene tutte ne sono state ferme oppositrici: il loro Dio non era il centro più intimo della vita, bensì era disponibile solo rinunciando alla vita.
È stata una sventura che ha duramente colpito l'umanità; l'idea stessa di rinuncia della vita, significa rispettare la morte.
Tutte le religioni adorano la morte.
Il Profetismo vi insegna che non esiste altro scopo che non sia vivere con totalità, da rendere ogni istante una celebrazione.
L'idea stessa di "scopo" introduce nella mente il futuro, perché qualsiasi scopo, qualsiasi fine, qualsiasi meta, ha bisogno di un futuro.
Per molte persone o le vostre religioni, lo scopo della vita è rinunciarvi.
Torturare se stessi in nome di qualche Dio mitologico e ipotetico.
Gli animali non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita; gli alberi non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita; le stelle non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita.
Tranne l'uomo, l'intera esistenza si fida esclusivamente della vita; non esistono altre divinità, né altri templi.
Non esistono testi sacri.
La vita raccoglie in sé ogni cosa, è il dio ed è il tempio ed è il testo sacro.
E viverla totalmente, appassionatamente, è la sola religione.
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Commenti 2
"L'educazione ad accettare il dolore, il rifiuto del piacere" . Papa Francesco nel parlare della schiavitù si rifà ad un "grande artista italiano", ovvero Roberto Benigni, che in un programma televisivo diceva: "Per Mosè è stato più facile togliere gli israeliti dall’Egitto che l’Egitto dal cuore degli israeliti. Erano stati, "sì", liberati "materialmente" dalla schiavitù, ma durante la marcia nel deserto con le varie difficoltà.... “Nel nostro cuore si annida la nostalgia della schiavitù, perché apparentemente più rassicurante, più della libertà, che è molto più rischiosa.
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci» (M.K. Gandhi )