Profetismo Moderno

Principi di Logica Umanistica

Violenza: Significato in Tutti i Suoi Aspetti - la Radice della Violenza

la Radice della Violenza

Violenza: Significato in tutti i suoi aspetti più disparati. Il discorso sulla Violenza assume una diversa caratteristica oggettiva e soggettiva a seconda di chi la violenza la mette in atto. Vi è la violenza del Ricco sul povero (la violenza del colono contro il colonizzato, violenza gratuita, razziale); la violenza del Povero, quando reagisce contro la radice del potere, oppure quando si vuole sostituire al Ricco, opprimendo coloro che sono più poveri o poveri pari a lui, questo tipo è della stessa natura della violenza del Ricco, perché esprime sentimenti di invidia, di sopraffazione, di risentimento, di vendetta (violenza domestica, violenza contro le donne).Foto: Anonymous, gruppo di attivisti non governativo ha lanciato nel 2014 un importante operazione in rete contro la violenza razziale.

Vorrei fare un discorso sulla Violenza, valutarla nei suoi aspetti più disparati.

Va da sé che il discorso sulla violenza assume una diversa caratteristica oggettiva e soggettiva a seconda che la violenza sia messa in atto dalla classe oppressa oppure dalla classe opprimente.

Per restare nel problema alquanto semplificato, non è possibile mettere sullo stesso piano la violenza del "Colono" e quella del "Colonizzato": la violenza del Colono contro il Colonizzato e la violenza del Colonizzato contro il violento Colono; le "due" violenze sono realtà nettamente da distinguere.

Infatti una realtà è la violenza del Ricco e un'altra realtà è la "violenza" del Povero, quando reagisce contro la radice del potere, quando tenta di riscattarsi dalla sua stessa violenza che si muove anch'essa contro i più deboli, che lo induce a scaricare, spesso il suo fallimento di vita contro gli infimi, riproponendo in eterno la causa del suo stesso fallimento, la sua stessa oppressione.

Certo la violenza del Povero che si vuole sostituire al Ricco, opprimendo coloro che sono più poveri o poveri pari a lui, ha la stessa natura della violenza del Ricco, perché esprime sentimenti di invidia, di sopraffazione, di risentimento, di vendetta.

Questa violenza rafforza la violenza del Ricco e ne diventa anch'essa responsabile.

Questa violenza-vendetta non esprime l'esigenza di un superamento totale e totalizzante del proprio stato di sfruttato e di sfruttatore, in quanto che il "risentimento" non si muove sul piano "gli Ultimi siano i Primi, e i Primi siano gli Ultimi, affinché non vi siano né Primi, né Ultimi".

Però, logica insegna, che altro è la violenza del "Ricco" il quale avrebbe molti mezzi a sua disposizione per agire con bellezza, con magnanimità, con misericordia, con pietà, in armonia col creato tutto quanto, e altro è la violenza del Servo il quale vive in una dimensione di maggior necessità, privo dei mezzi lucenti di razionalità, per cui le sue scelte sono meno libere, meno responsabili, generalmente di quelle del Ricco o di quelle di colui che è né Ricco né Povero, ma liberato dagli opposti antagonismi.

Perciò le "due" violenze, quella del Ricco e quella del Povero, per una esigenza di Verità - Giustizia, di Logica, non si possono mettere sullo stesso piano.

Naturalmente è necessario sapersi difendere, con mezzi idonei, da entrambe: quella "gratuita" del Padrone e quella "cieca" del Servo.

Ma a volte la violenza del Servo, del Colonizzato, del Salariato, del Piccolo, dell'Umile, quando si rivolge contro la radice della Violenza, altro non è che legittima difesa, ed allora non è più "Violenza", ma è giustizia, somma Giustizia: è ira dell'Agnello, è ira di Madre - Padre, è ira di Fanciullo, dell'Amante della Pace nella Giustizia, che esplode in tutta la sua indignazione contro l'Immane Sopruso, contro la Vigliaccheria che da spazio al Sopruso, alla Menzogna; Vigliaccheria responsabile della Violenza, dell'Ingiustizia.

"Guardati dalla maledizione del Povero che è Dio che supplica", dicevano gli antichi.

Pure Mosè uccise l'aguzzino egiziano che stava massacrando un povero indifeso schiavo ebreo.

K. Marx (come il Cristo dal resto) è come un bellissimo "Pesce", se lo si toglie dalla sua acqua si corrompe, muore, "puzza"; così lo si deve buttare via; ma se lo lasci nella sua corrente, diventa un meraviglioso essere pieno di vita, dispensatore di vita, pieno di colori e di gioia.

E la corrente di Marx è il profetismo biblico.

Il marxismo, se correttamente inteso, ti dilata, ti fa cittadino del mondo.

Foto: Michelangelo (Cappella Sistina) - Mosè uccide l'aguzzino egiziano.

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